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Come intartufare il mondo

Come far conoscere ai buongustai stranieri, che non sanno cosa sia e soprattutto come si possa gustare, il tartufo made in Italy?


Ciak, a San Pietroburgo si gira: “come ti promuovo il tartufo made in Italy”. Il Tuber  Magnatum Pico è una delle perle rare della gastronomia, ma non è così diffuso (per la rarità e per il costo) nel mondo. Come farlo conoscere ai buongustai stranieri che non sanno cosa sia e, soprattutto, come si possa gustare? Non tutti infatti possono “incontrarlo a tavola” a Tokyo, a Pechino, a Mosca, o a Vancouver. Ma la conoscenza di questa golosità potrebbe trainare il made in Italy a tavola.

Ebbene, l’executive chef, Andrea Accordi, nel nuovo e splendido Four Season di San Pietroburgo Lion Palace, ha messo in atto una “rappresentazione” verace. Il teatro: un giardino con alberi di fronte all’hotel; attori principali un trifolau langarolo e un cane (langotto romagnolo). Durante la giornata il cavatore di tartufi ha sotterrato i Funghi ipogei, poi, di fronte al pubblico accorso allo spettacolo serale, ha messo in atto con il suo cane una finta battuta al tartufo. Così gli spettatori, accorsi numerosi e possibili clienti del ristorante gourmet, hanno potuto carpire i segreti dei piatti del menu tutto bianco d’Alba cucinato da Accordi,  chef già stellato a Firenze e Praga, ora responsabile di ben 5 ristoranti nell’hotel di San Pietroburgo.

Un intero menu per il bianco d’Alba, nel locale con cucina a vista, dove le pietanze sono cucinate da Accordi, con la solida maestria, attingendo alle materie prime made in Italy, reperibili con enormi difficoltà in Russia. Il ristorante di cucina russa, invece, offre il meglio della gastronomia locale, sui cui piatti Accordi ha messo lo zampino, alleggerendo gli ingredienti locali, quali la panna acida, presente ovunque. Così il borsh (minestrone di barbabietola rossa, carne, panna acida), servito in una mela, diventa davvero piacevole nel suo caleidoscopio di sapori; gradevole l’insalata con aringa del Baltico marinata, insuperabile il gusto del granchio (kamchatka crab salad) servito con insalata di mela e i blini con panna acida e marmellata di mirtilli. Non manca ovviamente una ricercata carta dei caviali, nonché un’invitante scelta di cocktail con variazioni del Negroni (tra cui il Negroni sbagliato) e di intriganti gin and tonic. Grande gioia nel leggere la carta dei vini: il meglio dell’Italia
 

Sine qua non. 

 

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