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Cronaca di un capodanno bollito

Diamo il benvenuto al 2013 con un racconto che profuma


Quel profumo di bollito, alimentato da sedano, carota, cipolla, prezzemolo è nell’aria, così come quel rumore musicale del sobbollire in pentola, difficile però da interpretarne correttamente i tempi, così come l’ostrogoto. E ancora la querelle, che crea contrasti, discussioni davanti ai fuochi, se l’acqua dovrà essere fredda o calda, indecisione risolta solo dopo uno sguardo a quel libro consunto di Pellegrino Artusi, from Forlimpopoli, lasciato dalla nonna, ricco di aggiunte, di grammatura e dei tempi di cottura, appuntati a pennino, tralasciati invece dal gastronomo tosco-romagnolo.

 

La lunga attesa, di ore e ore, ormai inusuale al tempo d’oggi, ad osservare la schiuma che sale dal pentolone, per toglierla con attenzione, ma mancano pochi minuti al 2013, bisogna essere buoni e pazienti per poi gustare il “bianco costato” con un bagnetto di salsa verde (avvisare chi non ama acciuga o capperi, altrimenti si fanno brutte figure) o la punta di petto con il bagnetto rosso (attenzione a non ricorrere per la fretta al Ketchup) preparato in maniera casalinga e poi il cappello del prete, il muscolo, la lingua e anche la coda.

 

Profumo di bollito, ma anche odore di cotechino o zampone avvolto in un panno di macellaio (sempre più difficile da reperire, ma non perdetevi d’animo, si può ancora trovare); lasciate ad altra ricorrenza il precotto, certo è più rapido da cuocere e, a portata di mano da acquistare, però si perde quel sapore in bocca che immediatamente comanda un calice di bollicine o di lambrusco. Manca poco al botto si può anche eccedere, Santo Cielo!, perfino il medico lo consente. Pensate, mentre sudate attorno ai fornelli, quanto sarà gustoso quel brodo che sa di cappone, dove nuotano tortellini o cappelletti, fatti con amore dalla sfoglina (può anche essere un’azdora), tirati a mattarello. 

 

Magari sul quel piatto fondo rovesciate un cucchiaio di vino rosso (preferibilmente un lambrusco) così come, anni fa, raccontavano a casa, era abitudine del nonno. E dopo un bis, via con il bollito: che spettacolo tirar fuori, lentamente, pezzo per pezzo dalla pentola, la casa si inebria di profumi, l’allegria cresce, il vino comincia a scorrere, ma prima altra querelle quale? Chi vuole le bollicine: chi tifa per franciacorta, chi per il Trentino e chi per lo champagne. Chi invece non transige: si continua con il Lambrusco grasparossa. Nel frattempo è arrivato il 2013: un brindisi, un bacio, un abbraccio… e poi giù a gustare l’ultimo pezzo di cappone. Domani è un altro giorno, si vedrà!

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