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Il mio regno per una lenticchia!

La siciliana Agrirape si batte per il recupero di antiche produzioni agricole


Ci sono tante belle storie di successo di giovani cervelli italiani laureati che “emigrano” perché non trovano occasioni di lavoro in Italia. D’altro canto ci sono anche belle favole di chi resta con grande sacrificio nel proprio paese, sperimentando nuove o meglio perdute produzioni agricole. È il caso di Angelo Manna, agricoltore, figlio di un agricoltore di Leonforte (Enna), laureatosi mentre continuava a lavorare le sue terre. Questo giovane appassionato, conosciuto otto anni fa perché mi fece assaggiare una lenticchia nera, assai rara, recuperata con enormi sacrifici, ora deve abbondarne la produzione perché, a fronte di una semina di 1,5 quintali, ha ottenuto solo quello che aveva seminato. Una lenticchia che, in questi anni, ha avuto un enorme successo anche nelle cucine dei più prestigiosi chef, ma che è sempre più avara nei raccolti. Stessa sorte per le sue fave essiccate. Nello stesso periodo di recupero di questi legumi, Angelo (azienda agricola Agrirape) ha cominciato a produrre anche ottime marmellate di pesca tardiva (bianca e gialla) di Leonforte.


Nonostante i problemi economici insorti in seguito alla mancata produzione di lenticchia nera e di fave, Angelo ha continuato la sua attività di pioniere per scoprire nuove possibilità attraverso antiche produzioni abbandonate nelle campagne del suo territorio. Così Angelo ha fatto un altro miracolo: da pochi mesi ha messo sul mercato l’unico riso siciliano, produzione ora inesistente nell’isola, nonostante fosse stato coltivato fino all’inizio del 900. Si tratta di un eccellente varietà Arborio, adatto agli arancini, così diffusi in Sicilia, ma anche per cucinare un buon risotto


Una nuova sfida per questo giovane agricoltore che mostra grande tenacia e soprattutto un’indiscussa capacità di recupero di quelle ricchezze ancora possibili nei nostri territori. Oltre al riso, per incrementare il fatturato, ha aggiunto altre marmellate (oltre la pesca gialla e bianca): di fico d’India, mandarino, arance rosse e, dulcis in fundo, la lenticchia di Villalba, una varietà diversa dalla nera, nella speranza di disporre di una semina più ricca, importante per riequilibrare i conti e anche per finanziare una nuova semina di quella sapida lenticchia nera, che speriamo di guastare ancora. Dunque facciamo il tifo per Angelo!


Sine qua non 

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