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Il paese delle nocciole

Cravanzana, un borgo dell'Alta Langa dove le vigne lasciano spazio ai noccioleti


Nocciole, sempre nocciole Igp Piemonte, fortissimamente tonda gentile trilobata delle langhe (così viene conosciuta). Non potrebbe essere altrimenti in un borgo di 400 abitanti, Cravanzana (Cuneo), di cui ben 700 ettari coltivati a noccioleto su 800 dell’intero comune. E se si fa una media di proprietà tra i 6-10 ettari, sono circa 80/90 i coltivatori-proprietari di noccioleti.
La coltivazione ha consentito che queste terre non venissero abbandonate, poiché anche chi va a lavorare altrove prosegue l’attività tradizionale agricola. Questo borgo dell’Alta Langa, dove si respira un aroma inconfondibile di nocciole tostate, con i suoi circa 15 mila quintali di nocciole all’anno è il primo produttore regionale; l’intera Igp Piemonte (coltivata nelle colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato) assicura circa 150 mila quintali pari ad appena l’8/9% del mercato italiano ma si tratta di una produzione molto apprezzata dal settore artigianale per la preparazione di pasticceria e gelateria di alta qualità. Assai vicino a Cravanzana ci sono altri borghi riconosciuti per la produzione pregiata di nocciole, in primis Cortemilia, borgo dalla storia millenaria, di cui vale la pena visitare l’antico centro storico e la pasticceria Corte di Canobbio.

Un’indagine scientifica, basata sull’analisi sensoriale, realizzata nel 2010 dal Centro studi assaggiatori di Brescia, ha decretato il primato sotto il profilo organolettico della nocciola, varietà tonda gentile, eleggendola la più buona del mondo e individuando nella dolcezza e nella persistenza il segreto del suo primato. La nocciola, oltre l’aspetto organolettico-gustativo, nonché produttivo (si ottengono preparati per il gelato, le torte, il torrone, i baci, i biscotti, creme spalmabili, olio e perfino cosmetici ) è molto importante in Alta Langa dal punto di vista scenografico: gli ultimi vigneti delle Langhe, infatti, sfumano man mano che si arriva a Cravanzana e si intersecano in noccioleti, che, a loro volta, formano macchie boschive e prati a pascolo, creando un mosaico dai cromatismi intriganti .
Questo spettacolo lo si può ammirare dalla terrazza del Ristorante del Mercato da Maurizio (trattoria con camere tel. 0173 855019 ), un locale storico dove accanto a piatti della grande tradizione langarola e ad un’ottima scelta di vini si possono gustare pietanze con le nocciole, quali il baccalà o gli gnocchetti con asparagi oltre ai diversi dessert.

Tra l’altro assai vicino a Cravanzana, si trova Santo Stefano Belbo, il paese Natale di Cesare Pavese, cantore di queste terre con Beppe Fenoglio, due tra i più straordinari scrittori italiani. Non solo paesaggio perché l’Alta Langa è altresì ricca di prodotti gastronomici: formaggio di Murazzano, Toma delle langhe, Alta Langa docg spumante brut metodo classico, ottenuto da uve pinot nero e chardonnay. Un territorio ricco di suggestioni, di giacimenti gastronomici, di paesaggi dove è il cibo a generare valore, attraverso un turismo di viaggiatori, nonché a creare nuova imprenditorialità soprattutto giovanile. E, a questo proposito, a Cravanzana, nonostante i pochi abitanti, negli ultimi anni sono sorte nuove realtà proprio nella trasformazione della nocciola (Nocciola d’Elite; Tempo di nocciole; Terra delle nocciole e la più grande Fontana nocciole ). In particolare, una di queste aziende agricole, Cascina Grangia non solo produce semilavorati (nocciole tostate intere o in granella, pasta di nocciole per gelato, nocciola tostata raffinata ) ma ha fatto un passo in avanti, proiettandosi nella produzione di pasticceria con un proprio laboratorio (torta di nocciola, torta senza farina, torta di nocciola farcita, amaretto, crema spalmabile, cremino) e creando un nuovo prodotto: la torta cravanzarese (dolce con un’altissima percentuale di nocciola, composto da due biscotti che racchiudono un morbido cuore di cremino, ottenuto da nocciole e burro di cacao ). Un vero e proprio esempio di chilometro zero o meglio di filiera completa: dalla nocciola alla sua trasformazione in prodotto finito.
 
Sine qua non 

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