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Mangiate pesci alternativi

Auspicabile il ritorno dell'interesse per le specie una volta dimenticate


Le specie di cui sono ridondanti le pescherie o i menu dei ristoranti infatti sono sempre le solite note: branzini, paraghi, ombrine, pesce spada, orate, salmoni, dentici, cernie. Il tonno è un'eccezione: un pesce povero e dimenticato divenuto così richiesto da rischiare l'estinzione (il riferimento è al rosso mediterraneo).


Toscana per il pesce di mare e in Lombardia per il pesce di lago), potrebbero tornare alla ribalta. Così si comincia a parlare di suro, sugarello, boga, palamita, spatola, sgombro, alici, eccetera. A molti, forse ai più, sconosciuti. Le ragioni sono tante, una cultura ittica davvero limitata anche nella ristorazione, il fatto che il consumatore si è abituato a chiedere ciò che gli viene proposto e ad acquistare quei pesci che non pongono problemi di sorta. 


La vista delle specie dimenticate in pescheria infatti lo mette in imbarazzo: come si cucina? cos'è? L'auspicabile ritorno all'interesse di queste specie, poco diffuse, ma assai presenti nelle acque, pone un interrogativo: che sia grazie (è ironico...) alla crisi? 


Sine qua non


gingerandtomato.com)

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