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Marchesi al Mc Donald's

Un'accoppiata fra il Diavolo e l'Acqua Santa del cibo


Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo, se non altro per gli spunti polemici che riesce sempre a provocare in un mondo culinario dove la querelle è sempre stantia sui possibili nuovi tre stelle. Lui è Gualtiero Marchesi, il Maestro, così come viene chiamato, forse meriterebbe l’appellativo di Gian Burrasca della Cucina Italiana perché la provocazione è costante nelle sue corde. Come gli artisti ama sempre sorprendere, a discapito dei suoi oltre ottantanni, segno di una grande vitalità e lucidità.


Non essendo ancora pago di stupire ha nuovamente sorpreso con la creazione di tre proposte per Mc Donald’s, insomma, un’accoppiata fra il Diavolo e l’ acqua Santa del cibo.


C’è da gridare allo scandalo perché un grande chef è stato ingaggiato dalla multinazionale del cibo più discussa del pianeta. Lo sdegno di molti benpensanti della cucina è certo, così coloro che non digeriscono il marchio americano. E se si fosse prestato  a una multinazionale del Kebab o della pizza

Chissà forse sbaglio (pronto a ricredermi nel tempo), ma il Maestro con i suoi panini cerca di rincorrere un nuovo che avanza: cucina semplice, costi bassi, consumi popolari in catene diffuse. Un’esperienza già sperimentata, con scarsi risultati, da Ferran Adrià in Spagna con il marchio Fast Good.


Addirittura pronostico che altri chef, prima o poi scenderanno in campo, con marchi quali Mc Donald’s o simili, magari dietro le quinte, così come già succede per molti cuochi blasonati, consulenti di aziende di largo consumo, ma timorosi di mettere la propria faccia. Business is business, in Francia, Stati Uniti, Spagna così fan tutti, gli stellati! 

C’è comunque chi lo ha già fatto in Italia, a cominciare dalla pubblicità televisiva di un marchio di dadi. Non trovo differenza con i panini di Marchesi per Mc Donald’s, anzi il Maestro ha messo del suo, mentre nell’altro caso si offre garanzia ad un discusso prodotto gastronomico altrui. 

Il caso Marchesi-hamburger trova comunque precedenti nella moda; nessuno infatti si è meravigliato che stilisti importanti abbiano firmato collezioni per H&M e Oviesse; uno dei primi è stato Elio Fiorucci che, viste le rispettive carriere nei settori diversi, ha  punti in comune con il Maestro: genio e sregolatezza. 


Marchesi ha sempre cercato la provocazione a cominciare da una linea di surgelati di una grande industria che anni fa fu un flop, ma anticipò di sicuro i tempi. Le sue scelte di cucina sono state sempre coraggiose, a cominciare dalla nouvelle cuisine di cui è stato il principale esponente in Italia, sordo alle critiche; forse è stato l’unico ad essere sempre contemporaneo. E che dire poi del gran rifiuto delle stelle Michelin, dopo essere stato il primo tre stelle in Italia? 


Sine qua non

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