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Pastori custodi della Val di Fiemme

Itinerario nel lago Lagorai e dintorni


Ci sono volute tre ore di salita per raggiungere Mauro al bivacco del lago Lagorai. Circondato dai larici che in tutto il mondo vengono usati per costruire gli stradivari, Mauro alleva circa mille capi tra pecore e capre. Il suo gregge si sposta lento pascolando in una piana che si estende a 1870 metri di altitudine. Qui, insegna a sua figlia come diventare un buon pastore: lui, che ha scelto questo mestiere per evitare di trascorrere la vita come operaio, è fiero che la sua bambina di soli sedici anni, voglia lasciare gli studi per raggiungerlo sulle montagne.


Nonostante giù a valle esista una scuola per imparare a fare il pastore e acquisire le competenze veterinarie minime per prendersi cura degli animali, Mauro è convinto che questo mestiere si debba apprendere sul campo: farsi riconoscere dalle pecore, indicare loro la strada, farsi seguire e dire loro come girare a destra di un sentiero sono abilità che soltanto l’esperienza può dare. Nonostante abiti a Cavalese, Mauro viaggia con il suo gregge tutto l’anno. “Il mio lavoro inizia il 10 di gennaio e il 10 di gennaio finisce” ci racconta con una birra in mano, dopo averci accolto nel bivacco con un abbondante padella ricolma di polenta di Storo, nostrano di Cavalese fuso e luganeghe


Ogni anno, infatti, mentre soggiorna durante i mesi di luglio e agosto sul Lagorai, diventa automaticamente custode del bivacco di pubblica accoglienza, in cui è possibile anche dormire con il proprio sacco a pelo. A Mauro piace parlare con la gente, raccontare il suo mestiere e gli aneddoti del suo lavoro sorseggiando una birra o una grappa di cirmo, ottenuta da un piccolo abete della zona. Per noi le sue storie sembrano uscite da un libro di racconti: come immaginare un’aquila reale che plana sul gregge e se ne va portandosi via un agnellino? Come un orso che attacca le pecore o un lupo che ulula alla luna? 


Mentre lo ascoltiamo sorpresi e ammaliati, Mauro ci riporta alla realtà: l’uomo nei confronti di questi animali non può nulla e i rimborsi economici nel caso in cui attacchino il gregge sono previsti a patto di poter testimoniare l’accaduto con fotografie o video, fatto assai raro. Ad un pastore come lui, così, non rimane che l’amarezza di aver perso un capo di bestiame che un giorno gli avrebbe potuto fruttare un po’ di denaro. La sua attività non si può definire certo un business: il mercato della lana è in discesa e le pecore sono vendute soprattutto alle macellerie arabe, che durante il periodo del ramadan possono pagare un maschio fino a 180€.


Altre tappe provate in loco

Birra della Val di Fiemme | Microbirrifico autoctono di Stefano Gilmozzi

Daiano (TN)

birradifiemme.it


Il Maso dello Speck - Tito Speck | Da una piccola macelleria di paese, il figlio di Tito ha aperto un ristorante con un laboratorio di produzione di speck a lato.

Daiano (TN)

titospeck.it


Wine Bar El Molin | Alessandro Gilmozzi, chef e patron del ristorante stellato El Molini, ha aperto anche un bistrot in cui assaggiare alcuni dei suoi piatti in versione tapas con i migliori calici selezionati tra le 800 etichette della sua cantina. Noi abbiamo provato Salmerino al ginepro, insalatina di cavolo cappuccio insieme a un calice di metodo classico Brut Rosè - Trento Doc - 2006 della cantina Pedrotti.

Cavalese (TN)

elmolin.info


Caseificio Sociale di Cavalese | Da provare il Formae Val Fiemme, il Fontal Cavalese, o il Caprino Cavalese. Interessante anche il Manzoni, dalla forma simile all'Emmenthal.

Carano - loc. Bivio (TN)

cascavalese.it


 | Da provare lo strudel mele e cioccolato.

Cavalese (TN)

cosebuonedapaolo.it


ingita.tumblr.com di Arianna Gandolfi

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