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Pietrasanta, una cucina per due

Al ristorante Filippo si possono scegliere due menu diversi, "la tradizione" e "il futuro", cucinati da due cuochi


Prima gli artisti da ogni parte del mondo, la galleria Bigai, il negozio modaiolo Zoe, l’Enoteca Marcucci. Così è sbocciato, in breve tempo, un luogo cult: Pietrasanta. Un borgo magico, un tempo conosciuto solo per la lavorazione industriale del marmo, divenuto oggi un luogo “obbligato”, di struscio serale per la Versilia tutta, di aperitivo nella piazza vociante colorito, aggredito in ogni strada, in ogni angolo di osterie, di gastronomie con cucina e di ristoranti. Il troppo stroppia, così pure la qualità: i modelli di grande attrazione (Enoteca Marcucci) non sempre sono ripetibili con successo.

Di contro Filippo Di Bartola, patron di Filippo, raffinato anfitrione ha seguito un suo percorso, un locale minimalista, attento ai dettagli, ai tempi di sala, ma soprattutto oculato verso gli ingredienti. I fornitori sono in prima pagina (nella sua originale e raffinata presentazione) con i due cuochi (Andrea Gemignani e Fabio Mazzei), coprotagonisti nel fare il ristorante (pranzi e cene). Non capita spesso. La scelta di avere due galli (cuochi) in cucina, con due espressioni: l’una “la tradizione”, l’altra “il futuro” è una scelta furba  di non scegliere una sola offerta, ma di riconoscere sempre più il ruolo di protagonista alla ricerca dei prodotti.

Due menu per palati diversi in cui si può curiosare, magari scegliere Andrea per le gustose polpettine rosse del convento cotte al forno o Fabio per i raffinati calamaretti spilli fritti serviti su una crema di patate al prezzemolo con una nota di curry (o tartare di gamberi rosa condita con olio ligure con una granatina al frutto della passione), poi i tradizionali spaghetti Vicidomini con pomodorini pelati pizzutelli e basilico o l’originale risotto con salsa allo champagne, lemongrass e fragoline di bosco, quindi con il fantasioso trancio di ombrina di mare, scottato in padella, servito su una torta di ceci con una riduzione allo zafferano. Ai dolci si può scegliere il classico della casa, torta fondente al cacao senza farina o la divertente rivisitazione di pane, burro e zucchero. E’ piacevole poter inzuppare nell’uno e nell’altro: un modo per diversi a seconda dei gusti e poi discutere a tavola su tradizione o innovazione. Scelta attenta e ragionata dei vini e delle birre.

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RISTORANTE FILIPPO

via Stagio Stagi 22, Pietrasanta (LU)
T. 0584.70010
M. info@filippopietrasanta.it
W. www.filippopietrasanta.it

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