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Pipero, altro che noia

Da Pipero al Rex, in un'atmosfera rilassata e piacevole, i piatti sprizzano una romanità raffinata


Sarà  un trend in arrivo come un uragano o una forma inedita di menopausa gastronomica? Così tento di spiegarmi la riluttanza  di sedermi in locali perfetti nei piatti, nei vini, nei dettagli, ma ingessati, dove “tutto il resto è noia: no, non ho detto gioia, ma noia, noia” (Califano). 


Pranzo dopo pranzo, cena dopo cena, vince la piacevolezza di stare a tavola, una chimica difficile da spiegare, come da Pipero al Rex di Roma. Immaginavo un look alla Fellini di Amarcord, con foto di Gradisca alle pareti e aforismi di Tonino Guerra. Non pensavo di trovarmi in un hotel dall’ingresso “serioso”, da manager in trasferta: il quadro però cambia non appena si entra nella bomboniera con sei tavoli, ricoperti da tovaglie bianche e da comode poltroncine bordeaux, un camino in marmo che racchiude liquori e distillati, lampadari e pezzi di design, che creano un’atmosfera rilassata e piacevole.

Il resto lo fa lui: Alessandro Pipero, felliniano nei suoi aforismi (letti per caso, tempo fa, nel suo libro “Si mangia al tocco”), “la crosta della porchetta fa lo stesso rumore dell’elastico del perizoma” o autoironici, come “sono nato con la camicia, ma mi sta stretta”. Elegante nella sua giacca scura, “balla” tra i tavoli e la cucina, offre un consiglio e una battuta e comanda a vista la sua squadra. Dietro di lui danza in cucina un giovane chef, Luciano Monosilio (“never trust a skinny italian chef?”) già affermato, ma di grande avvenire, famoso per aver inventato la carbonara a peso, per giunta riconosciuta come strepitosa. Non l’ho assaggiata perché ormai ha le stigmati (un aforisma significativo: “meglio un tradimento che la carbonara scotta e fredda”). 
 

Ho preferito i rigatoni broccoli e salsiccia con schiuma di pecorino: un piatto goloso che sprizza una romanità raffinata. Mi ha sorpreso la seppia & piselli, da me amata in versione casalinga, ma così rivista da Monosilio è fresca, morbida e profumata. Una leggerezza inconsueta l’ho riscontrata nell’ostico sgombro, maionese al wasabi e patata all’argilla, mentre la sostanza nell’agnello al the affumicato, lamponi e crema d’alici. Dulcis in fundo: uno zafferano gelato al cardamomo e pan di segale. Un elogio al pane e agli ex voto o santini (come li definisco), ma un grazie  per aver scoperto il Nerello Mascalese Musmeci Etna Doc 2009 Tenuta di Fessina (uno dei vini siciliani più eleganti). Divertente il Tavernello 1 euro in una carta frutto di ricerca. Non ho detto noia, noia, ma gioia.
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PIPERO AL REX

via Torino 149, Roma 
T. 06.4815702
M. piperorex@alessandropipero.it
W. www.hotelrex.net

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