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Storie d’alpeggio

Una giovane bresciana che ama la malga e l'arte caseraia


Sonia Spagnoli, ventiquattro anni, già a dodici aveva deciso di fare l’alpeggiatrice non la cantante, la ballerina o la velina. Una scelta davvero originale e inconsueta per un lavoro duro, abbastanza solitario e poco femminile. Eppure Sonia, minuta, dalla faccia pulita, sorridente, con occhi che sprizzano gioia e passione, presenta con competenze da veterana i gioielli della sua azienda agricola La Casera, loc. Dosso 11, Gianico di Brescia: le formaggelle, il casolet, il burro, la ricotta e, dulcis in fundo, un prodotto raro e sconosciuto a chi frequenta le valli bergamasche e bresciane: il fiurit (o fiurì). E’ il derivato del siero proveniente dalla produzione del formaggio. Ha le caratteristiche di densità dello yogurt, bianco, anzi bianchissimo. Il gusto è molto delicato, leggermente dolce, gradevole, fresco. Si ottiene durante la preparazione della ricotta, lo precisa il suo nome, ovvero “fiore della ricotta”. La tradizione lo vuole accompagnato dalla polenta, preparata le sera prima, ma Sonia, in una calda mattina in franciacorta, a Cortebianca, fra un rosè e un satin, lo ha servito con la frutta.


formaggi!


Sine qua non


Foto | Flickr © Tutti i diritti riservati a hannah * honey & jam

 

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