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Telline

Sarete un ricordo


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Digiuno in vista per vacanzieri in cerca di pesce. Dopo lo stop alle tonnare volanti per la pesca del tonno rosso e le limitazioni di quote per le tonnare tradizionali, è in arrivo un altro divieto che colpirà soprattutto gli amanti degli spaghetti (o delle bruschette) con le sapide telline e i succulenti cannolicchi.

Infatti dal 1° giugno sarà vietata dall’ Unione Europea la pesca con le draghe fino a 0,3 miglia dalla costa, attrezzo con cui appunto vengono catturate le telline sotto costa, ad una distanza (circa 20 metri dal litorale) decisamente inferiore a quella fissata dal nuovo regolamento. A rischio sono pure i cannolicchi e le vongole non allevate.


Sempre più, negli ultimi anni, sono state varate giuste limitazioni sia per la salvaguardia dell’ambiente marino sia per salvare le specie ittiche in via d’estinzione. Tutto ciò, dopo anni di saccheggi e di pesca selvaggia, che hanno lasciato segni indelebili.

Contemporaneamente però non c’è sufficiente informazione per educare il consumatore sulle vaste possibilità di scelta che offrono i nostri mari.


A quanto pare le specie note sono ben poche: branzino, tonno, cernia, merluzzo , scampi e gamberi etc. così come una percentuale davvero limitata di consumatori è informato sull’esistenza di una stagionalità dei pesci, come la frutta e la verdura. Una conoscenza che avrebbe non pochi vantaggi: prezzi inferiori, data la più vasta offerta, nonché sicurezza di maggior freschezza.


Da un po’ di tempo sembra attirare l’attenzione quello che viene chiamato “pesce povero” (ricco invece di salubrità) o ancora “pesce dimenticato”, in realtà dalla maggior parte degli italiani mai conosciuto, di conseguenza “pesce trascurato”.


Tra questi primus inter pares è il pesce azzurro (alici, sarde, sgomberi etc); in realtà molti sono i pesci trascurati nei banchi delle pescherie: suro, sugarello, boga, alalunga, pesce sciabola, tombarello, potassolo, lampuga, cicerello etc , pur essendo salubri e alla portata di molte tasche. Soprattutto un pesce “trascurato” quale la palamita, dovrebbe attrarre perché assai simile, come consistenza e sapore, al tonno, il pesce più gettonato, più caro e spesso “taroccato” (pinne gialle spacciato per tonno rosso). Ma chi lo conosce oltre gli abitanti di San Vincenzo (Livorno) dove si svolge l’evento “Tutti pazzi per la palamita”?


Ebbene 15 locali di litorale di mare livornese hanno presentato al concorso del comune di San Vincenzo altrettante gustose proposte, l’una diversa dall’altra (dall’ antipasto ai primi piatti fino ai piatti forti): un modo intelligente di diffondere la cultura della palamita che, tra l’altro può essere anche conservata sott’olio, e di cui si può anche produrre la bottarga. Sine qua non!



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