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Una trippa celestiale

A Palazzolo sull'Oglio c'è una trattoria con la T maiuscola


Qualche mese fa un ristoratore mi ha detto: «sono quattordici anni che l’aspettavo». Pochi giorni fa, all’uscita dell’osteria della Villetta di Palazzolo sull’Oglio mi sono chiesto perché ho atteso tanto tempo per scoprire questo locale. Già all’ingresso mi ha stregato l’atmosfera: mobili d’antan perfettamente conservati, compreso quel portabiti tipico degli anni Quaranta-Cinquanta; i tavolini: un invito alla convivialità; la lavagna con il menu: sicuramente lì da sempre. Poi la passione del patron Maurizio e della moglie per gli ingredienti, di cui raccontano vita e miracoli, nonché l’amore per le pietanze succulente, quelle del mio immaginario per definire una trattoria con “T” (maiuscola).


Anni fa, ho invocato la “rottamazione del filetto” al grido: ”viva le frattaglie”! Qui ho assaggiato una celestiale trippa asciutta, una lingua delicata, un’animella gustosa e un boccone di fegato. Peccato mancassero i filoni (schienali) poi avrei fatto en plein. Non solo frattaglie. Si può partire dal fritto di pesce impanato nel vicino lago; una passata di fagioli; quindi il tris, simbolo della casa: polpette, guanciale bollito con salsa verde, involtino di verza. Pietanza che richiama la cucina di trattoria, soprattutto le polpette, straordinario recupero del bollito


Un assaggio di stracchino e un sorprendente gelato: love difference all’Halvà, ideato da Michelangelo Pistoletto. Una chicca bizzarra di Maurizio, ma si capisce osservando le pareti ricche di quadri d’autore. Beh, un difetto l’ho trovato: il campo di bocce non più praticabile.


Sine qua non

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