Come arrivare alla finale di Masterchef e poi perderla – 5° puntata

Bersaglio dei consigli di questa settimana è lo Chef Carlo Cracco



Per voi pan di Spagna, creme brulèe non hanno più segreti. Per voi che avete compromesso la vostra glicemia e il vostro fegato immolandoli all’altare dell’induzione. Per voi che avete appeso il poster di San Iginio Massari per ricordarvi che la pasticceria non è solamente quella in fondo alla strada. Per voi tutti, aspiranti chef, manca poco! Infatti, a marzo comparirà il fatidico numero di telefono per le selezioni più dure di un provino della Scala o del reclutamento dei Navy Seals d’America: le selezioni di Masterchef. 

Regola n.8 - Se vuoi fare il figo usa il cervelletto, altroche scalogno

Il cervelletto non è solamente ottimo impanato nel fritto misto alla piemontese, ma una parte del sistema nervoso centrale coinvolta nell'apprendimento, nel linguaggio e nel controllo delle proprie emozioni. Per andare avanti nella cucina di Masterchef (in onda su Sky 1) il cervelletto serve, eccome, tanto quanto il vostro palato sopraffino. Per conquistare il giudice più temuto di Masterchef ne serve tantissimo e due scalogni ben tagliati di certo non bastano. Dietro i suoi sguardi a micro-onde, il Carlo Cracco nazionale ti studia, ti giudica, ti rivolta come un calzino, anzi, con una sua occhiata riesce addirittura a vedere la vostra collanina del battesimo nascosta sotto la maglia della salute o il colore dei vostri boxer firmati. Prima però che lo “chef symbol”sia reclutato dall’anti-terrorismo nell’aeroporto di Malpensa, dovrete affrontarlo nella cucina più calda d’Italia.

Affrontarlo vuol dire reggere il suo sguardo, quindi spalle dritte, fissatelo negli occhi tenendo a bada il vostro cervelletto e cercate di controllare emozioni e parole: soprattutto quando v’insulta, stuzzicandovi con le sue aspre congetture sulla vostra insipida personalità. Non piangete, non complicate la vostra situazione. Cercate di dire sempre qualcosa d’intelligente, oppure, come nella vita, anche a Masterchef la verità paga. Non cercate mai di farla franca, ricordate che lui è uno chef stellato. Cercate di non far mai passare un filetto bruciacchiato per caramellato, altrimenti sarete caramellati immediatamente dal suo sguardo fotonico. A proposito del termine“caramellato”, non sapete cosa significa? Ahi, ahi! Passiamo alla prossima regola. 

Regola n.8 - Primavera estate 2014, il trionfo del Mirepoix

Se per voi il Mirepoix è la nuova tendenza in fatto d’abbigliamento e una bisque può essere clandestina, nel sottoscala o gestita dalla mafia cinese, statevene a casa vostra e lasciate perdere i talent di cucina. A Carlo Cracco non sono solamente mancanza di personalità, piatti mal cucinati o sciapi a mandarlo su tutte le furie, ma i termini culinari proferiti a casaccio. Andate a informarvi sui libri di cucina: caramellare non vuole dire riempire una quaglia di mentine salva alito. Una bisque, poi, oltre a non essere un luogo ove il gioco d’azzardo regna incontrastato, non può essere di rucola come abbiamo sentito da un concorrente durante questa edizione (nella nostra è successo anche di peggio).

Mi raccomando: non nominate mai la zia Julienne in cucina, rischiate di tagliarvi a Mirepoix. E se Cracco vi guarda fisso negli occhi e vi domanda come si chiama un cibo o una tecnica mai sentiti prima, non invocate l’aiuto di Sant’Antonio (Canavacciulo, ovviamente). Se non sapete la risposta esclamate: mi spiace, non lo so chef! “Saggio è chi sa di non sapere” e Socrate di Cervelletto ne aveva sicuramente.

Dolci, fondamentali, termini culinari, tecniche base, piatti volanti, sguardi a raggi X, signori benvenuti all’inferno, dove sono ammesse anche le torte paradiso. Per uscirne basta comprarsi una bella confezione di patatine e, invece di chiamare il numero per le selezioni, godersi un po’di pace sul divano mentre il Signor Carlo Cracco fulmina qualcun altro al vostro posto. Per tutti i temerari dei fornelli o la va o, altrimenti, saggio è colui che sa quando è il momento di dire: ma Chissenefood.
 

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