Che bontà la vignarola romana

Una ricetta con cui portare sulla tavola le primizie di primavera



Primavera, tempo di vignarola. Una ricetta della cucina contadina romana in cui si possono assaporare ben tre prodotti di stagione in una sorta di zuppa saporita e aromatica. Una ricetta che cucino ogni volta che ho voglia di ricordare la bellezza di Roma e le scorribande gastronomiche nei suoi luoghi del gusto. Un piatto che sa di vacanze romane in cui si sente il fascino e la freschezza di una città destinata a rimanere eterna nella memoria di chi la visita. In questa sede vi proponiamo la versione con il guanciale, ma ricordate che ne esiste anche una vegetariana, appartenente alla cucina più tradizionale. La vignarola è ottima come contorno, antipasto, piatto unico con dei crostini di pane o come condimento della pasta. Un omaggio alle primizie di primavera e un modo creativo per portare sulla tavola le nostre amate fave

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Ingredienti

Per 4 persone

4 carciofi, 500 g. di fave fresche sgranate, 500 g. di piselli sgusciati, 100 g. di guanciale, 1 cipolla, 1 lattuga romana, 1/2 limone, olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, mentuccia. 
  

Procedimento

Preparate i carciofi, eliminate gambo, foglie esterne e punte. Dividete ogni carciofo in due parti, ripulite entrambe dall’ eventuale “barbetta” e lavatele. Tagliate ogni metà a spicchi che lascerete in una pentola d’acqua e limone in modo che non si anneriscano. Intanto affettate la cipolla sottilmente mettetela in un tegame basso e abbastanza capiente con dell’olio extravergine d’oliva. Fatela dorare lentamente a fuoco basso. Tagliate il guanciale a listarelle e fatelo rosolare nello stesso tegame. Nello stesso recipiente inserite piselli, fave e carciofi, insaporite con sale e pepe, coprite con un coperchio e fate cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Lavate la lattuga, tagliatela grossolanamente e inseritela nel tegame insieme alla mentuccia sminuzzata. Lasciate cuocere per altri 10 minuti: le verdure devono essere tenere, ma non devono trasformarsi in una pappetta. Servite calda, con dei crostini di pane e come condimento della pasta.

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