Baccalà alla fiorentina

Una chicca per buongustai da abbinare a un insolito rosso



La “mensa” mia e dell’amico d’infanzia con cui ho diviso molti anni e tante avventure, Beppe, era, ai tempi d’università, “da Mario” al mercato di San Lorenzo.
Una sera, avendo imbroccato assieme due americane, siamo andati in incognito all’osteria, ma all’improvviso mentre cercavamo di tradurre alle due ragazze baccalà alla fiorentina, pietanza appena arrivata sul tavolo, è piombata la fidanzata dell’amico, facendo una scenata terrificante.
Aveva capito dove eravamo perché aveva sentito, durante la telefonata dall’apparecchio del locale, la voce di Mario che usava urlare: “chi è pel conto?”. Da allora quando ordinavamo il baccalà alla fiorentina ci guardavamo in faccia, imitando la voce di Mario: “chi è pel conto ?” scoppiando poi in una risata.

 

Ingredienti per 4 persone

800g di baccalà ammollato e dissalato, farina, 2 spicchi di aglio schiacciati, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, brodo vegetale, pepe, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, pepe.

 

Procedimento

Tagliate il baccalà a pezzi, asciugatelo, infarinatelo e fatelo dorare da entrambi i lati in un fondo con olio e aglio. Versate sopra il pomodoro, un po’ di pepe, del brodo caldo e continuate la cottura a fuoco moderato, coperto, per 2 ore circa. 

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Gli Abbinamenti de L’Arusnate

Se la memoria non mi tradisce, quando tempo addietro abbinai a una ricetta toscana, era la bistecca alla fiorentina, un ottimo amarone di Zenato ci fu un ginepraio di “simpatiche proteste” da parte dei toscani puristi che avrebbero preferito in abbinamento un brunello delle loro terre. Molti poi si ricredettero e mi scrissero ringraziandomi per l’ottimo vino consigliato…e lo credo! Oggi, dato che parliamo ancora di una ricetta toscana, voglio però accontentarli. Il baccalà alla fiorentina è certamente una “chicca” di ricetta, una di quelle riservate ai palati sopraffini, sicuramente ai buongustai. Merita quindi come abbinamento anche una “chicca” di vino. E sì! Vada allora per un ottimo toscano! Si tratta del Monteverro annata 2012 che vedo, leggendo la retro-etichetta, essere stato prodotto in soli 17.127 esemplari, di cui mi è fortunosamente stato regalato il campione numero 5634 che ho, irrevocabilmente, deciso di sacrificare in onore di questo abbinamento. È un vino ottenuto da uve Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Un vino che certamente, oltre che per la certosina lavorazione in cantina e i 24 mesi in barrique, è l’ambasciatore della cantina Monteverro di proprietà di Georg Weber che la guida con irrefrenabile passione e dedizione dai primi anni del secondo millennio. La cantina gioiello si trova a metà strada tra lo storico paese di Capalbio e il Mar Tirreno, un paesaggio affascinante con i paesini arroccati e gli orizzonti che si fondono nel mare. Nel nome della azienda ritroviamo infatti l’essenza di questo territorio ricco di carattere, dove “verro” è sinonimo di Cinghiale, il re incontrastato della fauna locale.
 

Monteverro Toscana Rosso Igt

35% Cabernet Sauvignon, 35% Cabernet Franc, 25% Merlot, 5% Petit Verdot

Analisi visiva: nero inchiostro impenetrabile con riflessi violacei sull’unghia 

Analisi olfattiva: bouquet ampio ed intenso, cassis, cacao, more, scorza di cedro candito, cannella e e finale di legno di ebano macassar

Analisi gustativa: ben strutturato, vellutato, persistente

Temperatura di servizio: 18°

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MONTEVERRO SOCIETÀ AGRICOLA 

Strada Aurelia Capalbio 11, Capalbio (GR) 

0564.890721 

info@monteverro.com 

www.monteverro.com 

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