Agliata di polpo all'algherese

Un piatto che profuma di mare da abbinare a un Vermentino locale



Luglio ci fa entrare nel pieno mood vacanziero: parte il conto alla rovescia e iniziamo a segnare sul calendario i giorni che ci separano da spiagge assolate e acque cristalline. Dovendo pensare a una meta possibile per l’estate, ecco che si dipana all’orizzonte la Sardegna con le sue coste ricche di biodiversità, i litorali bassi e sabbiosi, i duemila chilometri di vette rocciose con piccole insenature e valli; i resti della civiltà nuragica che emergono nelle peculiarità ambientali, etniche, linguistiche e culturali dell’isola.  Ripenso al mio ultimo viaggio ad Alghero, alla sua riviera corallina, all’atmosfera intima e accogliente da piccola Barcellona e tanti ricordi si affollano nella mente. In particolare la mia memoria va a un mattino di quattro anni fa, quando di ritorno dal mare verso casa mi fermo alla Muralla, così gli Algheresi chiamano i Bastioni Marco Polo, l’antica cinta muraria della città. Nonostante sia perso nella vista incantevole di Capo Caccia, non posso fare a meno di notare, sullo sfondo di un’alba che timidamente fa capolino nella notte, la figura di tanti pescatori che iniziano la loro giornata di lavoro. Decido di scambiare quattro chiacchiere e, tra un aneddoto su L’Alguer e i segreti della sua cucina multiculturale, mi viene regalato un polpo fresco che secondo l’usanza locale va valorizzato con una ricetta cult della zona: l’agliata. Per avere una garanzia sulla riuscita del piatto, chiedo consulenza ad Angela, figlia di pescatori e provetta cuoca del luogo. Angela non si limita a darmi dei consigli, si mette ai fornelli e mi prepara un’indimenticabile agliata di polpo, probabilmente una delle migliori che abbia mai mangiato.
(foto: totalguer.com)

Ingredienti

Per 4 persone

1 polpo da 1,5 kg, 800 g di pomodori pelati, 4 spicchi d’aglio, 10 pomodori secchi (conservati sotto sale, non sott’olio), 6 cucchiai di olio Evo, 1 bicchiere di aceto di vino bianco, prezzemolo, peperoncino a piacere.

Procedimento

Eviscerate il polpo, lavatelo in maniera accurata, badando a eliminare ogni granello di sabbia. Fate bollire dell’acquain una pentola abbastanza capiente che possa contenere l’intero mollusco. Immergete il polpo (tenendola dalla testa, con i tentacoli in basso) e cuocetelo per 60 minuti, controllandone la morbidezza con la punta della forchetta. Quando è cotto, scolatelo e lasciatelo riposare. Appena è tiepido, tagliatelo a tocchetti non troppo piccoli che metterete in un’insalatiera. Preparate un trito con l’aglio, i pomodori secchi (precedentemente dissalati) e fatelo rosolare in una padella con l’olio Evo e il peperoncino. Appena il trito sarà dorato, aggiungete i pomodori pelati e cuoceteli per mezz’ora. Quando il sughetto avrà la consistenza di una salsa, sistematelo con il sale, aggiungete l’aceto e lasciatelo evaporare. Versate la salsa ancora calda sui tocchetti di polpo, spolverate (se vi va) con il prezzemolo triturato, mescolate tutto e lasciate riposare per 24 ore prima del consumo in modo che il mollusco si impregni del condimento. È un ottimo antipasto che può essere servito tiepido o freddo, in ogni caso non perdetevi la scarpetta finale.
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Abbinamento


Un piatto fresco e leggero come l’agliata di polpo, così intriso di territorio e di identità locale, è perfetto per attendere l’arrivo delle vacanze e per prepararsi al ritorno sull’isola. Un antipasto estivo che va valorizzato con un vino all’altezza della situazione. Ripensando ad Alghero e al suo profumo di Mediterraneo la voglia di mare prende il sopravvento. A questo punto la scelta va in una sola direzione: il Vermentino di Sardegna DOC La Cala di Sella&Mosca. Una cantina che ha contribuito a far conoscere Alghero nel mondo grazie alla varietà e alla qualità delle sue uve e dei suoi vini e un vitigno che rappresenta una delle massime espressioni della cultura enologica locale.

Un Vermentino che già nel nome contiene l’idea di Sardegna marittima: la cala riporta con la memoria alle insenature delle coste rocciose, alle strade da percorrere per arrivare sul litorale. In particolare, la Cala a cui l’etichetta fa riferimento è quella celebre della costa nord di Alghero. Questo vino dall’inconfondibile intensità aromatica, viene coltivato su terreni di antiche alluvionali, nel quadrante di Nord Est dell’immensa tenuta Sella&Mosca.

Qui, i vigneti si estendono a perdita d’occhio per circa 550 ettari, impregnati di bellezza paesaggistica, cultura e una storia che affondano le proprie radici nel lontano 1899. Un Vermentino di Sardegna in purezza, aromatico già al naso, in bocca è un’esplosione di salinità marina che si risolve in una rilassante morbidezza. Indimenticabile con piatti di pesce. 

LA CALA – VERMENTINO DI SARDEGNA DOC SELLA&MOSCA
Colore: giallo paglierino con toni verdecitrino.
Profumo: di grande intensità, rivela un’articolazione complessa che ruota intorno all’esaltata tipicità aromatica del vitigno. Presenza di ambiente mediterraneo e apporti di una curata fermentazione. 
Sapore: un’intrigante struttura, con sprazzi nervosi di salinità marina, supporta preannunciati tratti di tropicale, trattenuti nella finale sensazione da una distesamorbidezza.
Come si serve: alla temperatura di 10°C.
Come si beve: questo vino, “nato dal Maestrale”,  si sposa naturalmente con i prodotti del mare esaltandoli con estrema versatilità.

Contatti

TENUTE SELLA&MOSCA

Località I Piani, Alghero (SS)
079. 997700
welcome@sellaemosca.com 
www.sellaemosca.com

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