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Ferragosto con Artusi

In giro per lo stivale a scoprire le tradizioni culinarie legate alle feriae Augusti



Chi non ha mai trascorso a tavola ore e ore, al pranzo di Natale o alla cena di Capodanno o al pranzo di Pasqua? Di contro, a Ferragosto, si pensa solo alla scampagnata fuori porta o al pranzo al sacco in campagna o in montagna o addirittura sotto l’ombrellone in spiaggia.

In realtà la Bibbia della cucina, il sempre verde “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi, bussola dei pranzi da celebrare durante l’anno, segnala quello del “Quindici agosto”.

Menù di ferragosto

  • Eccolo, minestre in brodo: riso con le quaglie o minestra di semolino; fritto alla romana
  • Umido: bue alla moda con tortino di zucchini
  • Trasmesso: pollo in salsa tonnata
  • Arrosto: pollastri giovani con insalata
  • dolci: babà, spumone di the o gelato di cioccolata

Non certo leggero, direi, soprattutto con il caldo d’agosto magari in una spiaggia o anche nelle calde città vuote. Le indicazioni artusiane per festeggiare le tradizioni delle “feriae Augusti” (festa istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.) non sono per nulla adatte a un’alimentazione “estiva”, così come le consuetudini locali.

Le tradizioni culinarie italiane

A pochi chilometri da Mantova, sulle rive del Mincio, a Grazie di Curtatone, minuscolo paesino, a cavallo di Ferragosto, vengono servite una decina di tonnellate di cotechino, servito con il pane e annaffiato di Lambrusco, durante l’Antichissima fiera delle Grazie, nata nel 1425 quando Gian Francesco Gonzaga, con una grida dichiarò il piazzale del Santuario “libero mercato di merci”. Ebbene, a Grazie da tempo è diventato possibile gustare il cotechino tutto l’anno.

A Borbona (Rieti) invece il quindici d’agosto, da oltre vent’anni, si celebra il panettone party, con distribuzione di fette con uvette e canditi per tutti. Una festa con il dolce meneghino ripetuta nelle diverse spiagge in Romagna, Toscana e Liguria. In Toscana invece va in scena il piccione arrostito (pare ci sia un detto popolare che dice: “per Ferragosto piccioni e anitre arrosto”), tradizione di origine carolingia; a Roma un classico della cucina romana: pollo in umido con i peperoni; mentre in Puglia, a Lucera, si festeggia con il polletto ruspante con una farcia a base di uova, salame, pepe, prezzemolo, aglio a pezzi. Insomma menu ritenuti impensabili a ferragosto.

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