Torna a inizio pagina

Il rito della porchetta

La porchetta: una tentazione a cui è difficile resistere quando si avvista un ambulante sulla strada



Il fascino irresistibile del baracchino, spesso, mi mette in crisi: mi fermo o tiro diritto? Il dubbio mi assale quando, a Firenze, mi imbatto nei trippai, solisti del panino al lampredotto oppure nei mercati di Palermo di fronte al pane ca’ meusa.

Di solito non resisto, dimentico il Kamasutra dell’igiene, mi butto per sorbire quei profumi e quei sapori, scandalosi e blasfemi per le bocche non abituate alle frattaglie, all’aglio, alla cipolla e al peperoncino.

Il mio dilemma è ancora più forte quando sono abbagliato ai lati delle strade da quei bisonti, trasformati in cucine ambulanti. Sono consapevole di scontrarmi con “oggetti contundenti pericolosi” ricchi di batteri. Trattasi dei camion della porchetta, ottenuta da maiali di dubbia provenienza, cotta in forni industriali, magari qualche giorno avanti, riscaldata, tenuta nuda all’aria per ore. Eppure la tentazione è sempre forte, conto fino a dieci, però allo stadio non so dire di no.

È un rito goloso per cui: se la squadra del tuo cuore ha vinto, festeggia con la porchetta, se ha perso, consolati con la porchetta nel panino. Siamo seri però, c’è porchetta da strada e porchetta stellata di norcino (Monterotti a Sarnano e Cariani a Montefalco), con differenze territoriali: nei Castelli Romani si usa sale, pepe e rosmarino, mentre in Umbria sale, pepe e finocchio selvatico.

Il maiale è giovane, grasso per insaporire la parte magra, cotto al forno o allo spiedo, ma non va confuso con il maialino lattante arrosto. Tramite due incisioni sulla schiena, si svuota il maiale e lo si disossa, quindi si insaporisce di sale, pepe ed altre spezie, diverse secondo il porchettaro. Le interiora vanno sbollentate, tagliate a fettine e poi introdotte dentro l’apertura.

La cartina di tornasole della porchetta artigianale è cotenna biscottata, croccante e dorata, premendo con il coltello si romperà facendo rumore e spezzandosi in pezzetti, ben cotti e saporiti. Segnali assenti allo stadio e in strada!

ADV

Leggi anche


Katsu Sando il panino giapponese con la cotoletta

Cristina Rombolà il 09 apr 2021

Lampredotto, cibo di strada democratico

Davide Paolini il 01 apr 2021

Il miele in cucina: la ricetta della Trattoria Battibecco

La Redazione il 15 dic 2020