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Pane e olio

Pane e olio. Alcune indicazioni per la degustazione dell'olio



Al posto del solito panino senza identità, ecco alcune proposte per rallegrare il vostro cestino del pic-nic!

Sbocciano i primi fiori della primavera, si lasciano i capi pesanti e ci si tuffa nel primo verdissimo prato per assaporare al meglio questa stagione. Torna la “voglia di freschezza” nei prodotti alimentari, il desiderio di mangiare prodotti leggeri e nello stesso tempo buoni e golosi.

Cosa c’è di meglio di una buona fetta di pane con un filo di Olio extravergine d’oliva? Prima di correre per i prati fate una sosta in una enoteca dove propongono anche gli oli delle regioni italiane: curiosate, domandate e chiedete di assaggiare e tra un olio e l’altro, vi consiglio di resettare il palato con un pezzettino di mela. Ne scoprirete delle belle e farete un viaggio virtuale in tutta Italia.

Proprio così: in tutte le regioni si produce olio extravergine d’oliva (ad eccezione della Valle d’Aosta dove producono l’olio di noci) e potrete scoprire i delicati della Lombardia (Lago di Garda) e della Liguria, passare al carattere deciso e fragrante della Romagna, ai fruttati della Toscana, agli equilibrati delle Marche, ai puliti e persistenti dell’Abruzzo, ai decisi della Puglia e ai solari e fragranti della Sicilia
Ecco alcuni segreti per scegliere meglio:

  • guardate la data di produzione: preferite un olio che abbia fatto una sola estate sugli scaffali, in quanto il re delle olive mal sopporta cambi di temperatura;
  • ricordate che non dovete giudicare l’olio “in purezza” ma dovete pensarlo in un quadro formato da altri ingredienti: domandatevi se starebbe bene su di un pesce piuttosto che sulla carne, oppure sulle meravigliose patate lesse con prezzemolo che porterete insieme al pic nic;
  • sappiate che l’olio non contiene zuccheri: la sua dolcezza è dovuta alla assenza di elementi amari…diversamente è difettato;
  • se l’olio è amaro (lo deve essere) vuol dire che è buono, ovvero che contiene sostanze di pregio e quindi è di buona qualità
  • il suo profumo spazia dal delicato al deciso, dalla mandorla al carciofo, ma deve sempre esprimere eleganza e soprattutto ricordate il frutto da cui deriva vale a dire l’oliva;
  • la qualità non dipende dal colore può andare dal giallo paglierino al verde intenso ed essere comunque eccezionale. La velatura è presente spesso negli oli nuovi non decantati oppure dovuta dal momentaneo raffreddamento sotto ai 16°c;
  • fate attenzione alla fluidità che è maggiore negli oli prodotti in settentrione e naturalmente inferiore in quelli delle regioni del sud del paese: difettosi sono comunque i troppo fluidi infatti risultano dolciastri e i troppo densi sono giudicati grossolani.

Buon olio a tutti, ma solo se italiano, italiano vero non solo in etichetta.

Davide e Daniela  Cose Buone - cacioteca, salumeria, enoteca www.cosebuoneweb.com

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